23.11.2011
FILM SULLA SOPRAVVIVENZA
FILM CHE HANNO COME TEMA LA SOPRAVVIVENZA

FONTE FOTO: LINK
Cast Away (una delle più celebri pellicole basate sul tema della sopravvivenza estrema; con il grande Tom Hanks)
Alive - Sopravvissuti (basato sul famoso incidente aereo avvenuto sulla Cordigliera delle Ande nel 1972)
I sopravvissuti delle Ande (film del 1976)
127 ore (Si basa sulla storia vera di un alpinista che nel 2003 rimase intrappolato sulle montagne dello Utah)
Vertical Limit (2000)
Open Water (2003 - Basato su una storia vera)
L'isola dei sopravvissuti (con Billy Zane e la stupenda Kelly Brook)
L'urlo dell'odio (con il celebre Anthony Hopkins)
Into the Wild - Nelle terre selvaggie (2007)
Le avventure di Robinson Crusoe
Robinson Crusoe - La storia vera (1989)
Robinson Crusoe (1997)
Laguna blu
Ritorno alla laguna blu
Incantesimo nei mari del sud
Alla deriva - Adrift (2003 - Basato su una storia vera, seguito di Open Water)
Gerry (di Gus Van Sant)
La foresta di smeraldo
Balla coi lupi
Sopravvivere coi lupi
Frozen
The Beach (con Leonardo DiCaprio)
Discesa nelle tenebre
The Canyon
Whiteout - Incubo bianco
Anaconda
Io sono leggenda (sopravvivenza post-apocalittica)
Codice Genesi (sopravvivenza post-apocalittica)
The Road (con Viggo Mortensen - sopravvivenza post-apocalittica)
Lost (serie televisiva)
Man vs. Wild
Austin Stevens Adventures
Per quanto riguarda il panorama cinematografico italiano troviamo le seguenti pellicole:
Selvaggi (comico)
Noi uomini duri (Con Pozzetto e Montesano)
Naufragio nel pacifico
Travolti dal destino (con Madonna)
Travolti da un insolito destino nell'azzurro mare d'agosto
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26.05.2011
IL PRIMO SOCCORSO
NOZIONI DI PRONTO SOCCORSO

I grandi sforzi ai quali il corpo è sottoposto in una situazione di sopravvivenza, riescono a diminuire la sensazione di dolore, ma non bisogna mai trascurate piccoli tagli, abrasioni e vesciche che si possono infettare e portare a patologie molto più gravi.
Le principali avversità che possono capitare in una situazione di sopravvivenza sono: lussazioni, storte, slogature, fratture (più o meno gravi), ferite (dovute a morsi di insetti e animali, oggetti taglienti e contundenti, armi da fuoco o piante spinose), distorsioni, lacerazioni, bruciature, ustioni, strappi muscolari, ematomi, traumi fisici, commozione celebrale, gonfiori, schiacciamento di arti come dita, emorragia, infiammazioni, infezioni, foruncoli, escoriazioni, allergie, avvelenamento da cibo o animali velenosi, vomito, nausea, diarrea, indigestioni, intossicazioni, orticaria, febbre, shock, colpo di calore-ipertermia (in climi caldi), assideramento-Ipotermia (in climi freddi), scottature, congelamento arti, torpori, postumi da sovraffaticamento fisico e sportivo, influenza, raffreddori, cefalea, emicrania, otalgia, disturbi gastro-intestinali, dissenteria e disturbi ai denti e agli occhi.
Il pronto soccorso praticabile in situazioni di sopravvivenza non è complicato se lo si conosce bene. L'importante è intervenire senza indugio, talvolta la velocità dell'intervento è spesso determinante.
COME EVITARE DI AMMALARSI O FARSI MALE IN UNA SITUAZIONE DI SOPRAVVIVENZA:
La prima regola della sopravvivenza è OSSERVARE. Bisogna riuscire a prevedere i pericoli in modo da aggirarli ed evitarli.
La seconda regola è prendersi cura del corpo in modo da prevenirlo dai malanni.
CONSIGLI UTILI:
- Durante una lunga marcia controllare sempre lo stato dei piedi, togliersi spesso le scarpe per rimuovere pietrine, sabbia, terra o altri oggetti intrusi.
- Evitare di marciare con i piedi bagnati.
- Quando ci si accampa di notte non dormire mai a contatto con il terreno; dormire in una posizione sopraelevata (amaca) o stendere teli, coperte o frasche per isolare il corpo dalla superficie.
- In climi freddi ci si può permettere di dormire solo se il rifugio creato ci estromette dal pericolo del congelamento e dello assideramento.
- Curare sempre qualsiasi ferita (anche minuscola) proteggendola con un cerotto per evitare che si infetti.
- Vestirsi a strati creando delle camera d'aria in climi freddi (ricordate: tanti indumenti leggeri, uno sopra l'altro, isolano molto di più dal freddo di uno solo ma pesante).
- In clima molto caldi vestirsi con abiti leggeri e chiari ma lunghi in modo da coprire tutte le zone di pelle esposte, indossare anche un copricapo per prevenire colpi di sole.
- Non sottovalutate morsi di serpenti o di altri animali se non sapete se possono essere velenosi o no.
- Riposatevi almeno cinque ore notte e non fate sforzi prolungati più di quanto ve lo potete permettere.
- Bevete sempre acqua sicura, nel caso bollite e usate la tavolette potabilizzanti. Se pensate che l'acqua possa essere contaminata non bevetela assolutamente (per maggiori informazioni guardate il capitolo ACQUA).
- Fate attenzione a cosa mangiate: occhio alle piante velenose, cuocete i cibi prima di mangiarli, non mangiate carne putrefatta, evitate i funghi. REGOLE BASE PER CIBARSI CON LE PIANTE.
- Fate attenzione a non pestare serpenti o scorpioni mentre marciate e non spaventate o avvicinatevi ad animali feroci.
- Se volete usare una grotta o caverna come rifugio controllate sempre che non ci siano intrusi e che non possano arrivare.
- Informatevi sulle vaccinazioni necessarie prima di partire per un luogo straniero.
- Non partite per paesi in cui sono attivi conflitti o guerre. COME VIAGGIARE IN SICUREZZA ALL'ESTERO.
- In alcuni posti africani una puntura di zanzara può trasmettervi malattie gravi, fate quindi la profilassi antimalarica e le altre vaccinazioni utili, inoltre portatevi una buona dose di repellenti e indossate maglia e pantaloni lunghi.
- In montagna esistono molti pericoli che possono portare anche a perdere la vita. I principali rischi che si possono incontrare in montagna sono: valanghe, caduta di sassi e frane, crepacci, nebbie, bufere e forti venti, temporali, clima rigido con pericoli di congelamento, morene franose, torrenti e cascate.
- Non bevete mai acqua di mare, urina, sangue, alcol, neve o ghiaccio.
- Quando si resta in acqua per molto tempo possono insorgere le seguenti patologie: assideramento, annegamento, idrocuzione e crampi muscolari.
Se ci ritroviamo in una situazione dove siamo costretti a lottare per la vita, non dobbiamo affievolirci, dobbiamo mantenere la mente in uno stato positivo dobbiamo riposarci e non trascurare il nostro corpo, dobbiamo tenerlo pulito ed efficiente (con maggiore attenzione a denti, mani e unghie, piedi, pube poi anche capelli e ascelle) prenderci cura anche dei piccoli tagli e non snobbare sintomi anomali.
COSA FARE IN CASO DI INCIDENTI:
In caso che: noi o uno del nostro gruppo, rimanga vittima di un trauma più o meno grave bisogna mantenere la calma e reagire prontamente con razionalità e sangue freddo.
- La prima cosa da fare è rassicurare psicologicamente l'infortunato, se questo è cosciente.
- La seconda è osservare la scena controllando se è sicura o se ci sono pericoli immediati sia per l'infortunato che per noi.
- La terza è capire che tipo di patologia ha l'infortunato e porvi rimedio oppure vegliare si di lui in attesa dei soccorsi.
Se ci sono altri infortunati occupatevi di quello più grave e nel chiamare i soccorsi comunicate il loro numero e le loro condizioni, richiedendo un tipo di soccorso avanzato.
L'infortunato che sanguina copiosamente ha la priorità: bisogna immediatamente fermare l'emorragia soprattutto se arteriosa per evitare il dissanguamento della vittima.
L'infortunato che non è cosciente ha anch'esso la priorità: controllare subito se respira (avvicinando un dito o l'orecchio vicino al naso) e se il cuore batte (monitorando il polso, la giugulare o il cuore).
Cos'è il BLS (Basic Life support)?
è una tecnica di primo soccorso dedita al supporto di base alle funzioni vitali. Lo scopo del BLS è di mantenere il cervello e il cuore ossigenati tramite delle insufflazioni di aria nei polmoni e delle compressioni del torace.
Ricordate sempre di chiamare tempestivamente i soccorsi se ritenete che l'infortunato necessita di assistenza medica. E' sempre consigliabile informarsi sui numeri di emergenza da chiamare per ricevere i soccorsi in un paese straniero. I più diffusi sono il 112 e il 911, ma per un maggior approfondimento leggete: NUMERI DI EMERGENZA IN ITALIA E NEL MONDO.
In attesa dei soccorsi, se la vittima non respira e il cuore è in arresto, bisogna affrettarsi a rianimarlo (quando il cuore si ferma si possono verificare danni al cervello in meno di 5 minuti).
Lo scopo del BLS è proprio questo: ci vorrà del tempo poiché il supporto medico possa intervenire, e in questo tempo il paziente potrebbe morire, ecco perché bisogna mantenere vivo il suo cervello con le adeguate tecniche, fino all'arrivo del soccorso avanzato.
Un esperto di sopravvivenza dovrebbe sempre conoscere molto bene i metodi di rianimazione.
LA CATENA DELLA SOPRAVVIVENZA:
AUTOPROTEZIONE: della scena, dell'infortunato, di se stessi e degli altri presenti.
VALUTARE LA COSCIENZA: Scuotere leggermente le spalle e chiedere all'infortunato se va tutto bene.
SE RISPONDE: Non muoverlo, cerca di capire cosa non va e veglia su di lui in caso possa peggiorare.
SE NON RISPONDE:
Posiziona l'infortunato supino su un piano rigido, scopri il torace e allenta camicie o altri indumenti che possono impedirgli la respirazione.
APRI LE VIE AEREE: cioè bisogna evitare che la lingua ostruisca il passaggio dell'aria ai polmoni. Posizionate una mano sulla fronte e l'altra sotto il mento ed effettuate lentamente un movimento di ipertensione del capo. Controllate la bocca e rimuovete eventuali corpi estranei come residui di cibo o altro.
VALUTA LA RESPIRAZIONE: controllate se la vittima respira normalmente. Usate la cosiddetta tecnica del G.A.S. cioè Guarda, Ascolta, Respira. Scoprite il torace e in meno di dieci secondi dovrete valutare se dalla bocca e dal naso proviene un respiro regolare e se il torace si solleva normalmente ad ogni respiro.
Se respira, ma in maniera superficiale, difficoltosa, rumorosa o rantolante non sottovalutate la situazione potrebbe significare che l'infortunato sta per andare in arresto cardiaco.
CHIAMA I SOCCORSI.

RIANIMAZIONE:
La manovra di rianimazione in caso di arresto cardiaco si basa in due passi: respirazione artificiale e massaggio cardiaco.
COMPRESSIONI TORACICHE
- Posizionate la parte ossea della mano al centro del torace, aggiungete sopra l'altra mano intrecciando le dita
- Posizionatevi di lato all'infortunato
- Profondità 4-5 cm
- La compressione deve essere uguale al rilascio
- Non appoggiatevi con tutto il peso sulla vittima.
Comprimete il torace per 30 volte.
Se è possibile alternate, con un altra persona, la manovra di rianimazione ogni 2 minuti.
INSUFFLAZIONI
- Posizionate il capo in stato di ipertensione
- Pinzate le narici con 2 dita
- Aprite la bocca dell'infortunato
- Prendete un respiro normale
- Posizionate le labbra sulla bocca
- Soffiate lentamente fino a far alzare il torace per circa 1 secondo
- Lasciate che il torace si abbassi e poi fate la seconda insufflazione.
Lo schema è 30 compressioni seguite da 2 insufflazioni con una frequenza di 100 compressioni toraciche al minuto.
Continuare con lo schema fino a che: non arrivano i soccorsi, comincia a respirare o si è esausti.
Se ricomincia a respirare porre l'infortunato in posizione laterale di sicurezza (posizione di recupero).

BLS VIDEO PRATICO:
PATOLOGIE:
TRAUMA: Se si sospetta un fratture muovere il malato meno possibile.
Sintomi di un trauma:
Posizione di un arto fuori dal normale.
L'infortunato ha sentito il rumore dell'osso che si spezzava.
L'infortunato sente un dolore acuto e localizzato.
L'infortunato non riesce a muovere l'arto interessato.
Si vede un osso esposto (frattura aperta) oppure la zona è rossa e gonfia con ematomi (frattura chiusa).
Cosa fare?
Non muovere e non tentare di ridurre la frattura o far rientrare un osso uscito fuori.
Coprire l'infortunato.
Coprire, pulire e disinfettare la ferita.
Se sanguina molto applicare un laccio emostatico a monte della ferita (allentandolo ogni 5 o 10 minuti per favorire la circolazione).
Immobilizzare l'arto ricorrendo ad una steccatura o ad una fasciatura di fortuna che non deve essere né legata né stretta sul punto di frattura. Chiamare i soccorsi.
Se la frattura è alla colonna vertebrale non muovere assolutamente l'infortunato attendere i soccorritori specializzati.
EMORRAGIA: Bisogna distinguere tra capillare (meno grave), venosa e arteriosa (più grave), e interna ed esterna.
Un emorragia dovuta alla recisione di una vena o di un'arteria è da considerarsi grave in quanto una perdita di un volume di sangue molto elevato può portare l'infortunato a perdere la vita entro pochi minuti.
In caso di ferita lieve basta una disinfezione e un cerotto.
Tamponare, lavare e disinfettare la ferita.
In caso di ferite più gravi bisogna premere fortemente sulla ferita possibilmente con garze sterili in modo da bloccare il flusso di sangue. Portare la lesione al di sopra del cuore farà diminuire la pressione riducendo il sanguinamento. Per bloccare l'afflusso di sangue venoso e arterioso si può applicare un laccio emostatico a capo della ferita ricordandosi tassativamente di allentarlo ogni 5 minuti (fino a un massimo 10 minuti) per evitare danni ai tessuti (come necrosi).
La pressione su un'arteria che porta il sangue alla ferita fa ridurre o fermare il sanguinamento.
I PUNTI di PRESSIONE per un'emorragia arteriosa:
Tempia
Viso, sotto gli occhi
Spalla, sopra la clavicola
Gomito, piega interna
Mano, polso interno
Coscia, metà dell'inguine
Coscia, estremità superiore della coscia
Gamba, parte superiore del ginocchio
Piede, fronte della caviglia.
Anche se riusciamo a bloccare l'emorragia dobbiamo tenere conto di un eventuale shock ipovolemico (se il paziente ha perso tanto sangue), ipotermia (abbassamento dalla temperatura) e possibili infezioni.
Le ferite interne sono le più gravi in quanto difficilmente gestibili e alcune richiedono un intervento chirurgico per essere guarite.
USTIONE:
Ustioni di 1° grado: interessano l'epidermide, sono caratterizzate dalla comparsa di eritema.
Ustioni di 2° grado: interessano il derma, sono caratterizzate dalla comparsa di flitteni (bolle, vescicole di varie dimensioni contenenti liquido sieroso).
Ustioni di 3° grado: interessano il tessuto sottocutaneo fino a quello muscolare, sono caratterizzate da tessuto necrotico.
Ustioni di 4° grado: interessano il tessuto muscolare fino ai tendini e le ossa, sono caratterizzate da una crosta di colore rosso scuro o marrone scuro dovuto alla carbonizzazione dei tessuti.
Cosa fare?
Ustioni di I° grado: raffreddare la zona lasciandola scorrere sotto l'acqua, si possono applicare delel pomate per ridurre il dolore.
Ustioni di II° grado: far scorrere la ferita sotto l'acqua. Quando si formano le bolle non bisogna schiacciarle assolutamente, se si aprono da sole medicarle con garze sterili.
Ustioni III° e IV° grado: necessitano di una cura ospedaliera immediata. In attesa dei soccorsi si può coprire la zona ustionata con panni puliti non pelosi. Non tentare di rimuovere eventuali indumenti o corpi estranei all'interno della ferita, lasciate fare ai soccorritori.
La pelle ustionata è particolarmente soggetta a infezioni, in una situazione di sopravvivenza bisogna tassativamente tenere pulita e protetta la ferita.
Il Kit di Pronto Soccorso:
Quando si viaggia, ci si sposta per un campeggio o con il camper, si parte per una missione di sopravvivenza, escursionistica o sportiva bisogna sempre portare un kit di primo soccorso che dovrà essere più completo se ci si muove con un mezzo.
Controllare sempre la data di scadenza di ogni farmaco. Le temperature troppo calde o troppo fredde possono accorciare la vita di un farmaco.
Se c'è la possibilità che il kit possa bagnarsi chiudere il kit in un sacchetto di plastica integro facendo un bel nodo stretto.
OGGETTI:
• MANUALE PRIMO SOCCORSO
• Laccio emostatico
• Cerotti di varie forme e dimensione
• Bende e garze
• Bisturi, ago e filo (sterili)
• Pinze, forbici
• Siringhe sterili monouso
• Cotone idrofilo
• Ghiaccio istantaneo
• Termometro
• Misuratore pressione (opzionale)
• Defibrillatore portatile (opzionale)
• Boccaglio per respirazione bocca a bocca (opzionale)
FARMACI:
• Collirio
• Decongestionante per l'orecchio
• Aspirina
• Pastiglie antiallergiche
• Cortisone
• Mercurocromo (per la disinfezione e la pulizia delle ferite e come cicatrizzante per piccole ferite, ustioni o abrasioni)
• Tintura di iodio (antisettico per uso esterno e utile anche per la disinfezione di acque di superficie 3 gocce per litro, lasciando agire per 30 minuti. Utile anche per la cura da contaminazione leggera da radioattività)
• Spray protettivo per la medicazione di ferite, lesioni e piaghe
• Pomate (per distorsioni, ustioni e contusioni)
• Antidolorifici e antiinfiammatori
• Antimicotici (per lieviti ed ife)
• Sedativi, antidolorifici e analettici cardiorespiratori
• Analgesici (per diminuire il dolore)
• Antipiretici (per abbassare la febbre)
• Paracetamolo (azione analgesica e antipiretica)
• Antibiotici a largo spettro
• Antibiotici per infezioni intestinali e antiputrefattivi
• Antispastici (per malattie o sindromi dell'apparato gastro-enterico)
• Antistaminici (per le manifestazioni allergiche)
• Sciroppo
• Compresse polivitaminiche
• Pillole di destrosio
• Pastiglie per il mal di mare o d'auto (opzionale)
ALTRO:
• Spray o compresse mal di gola
• Sieri (es. antivipera)
• Succhiaveleno
• Gel per le mani all'amuchina
• Alcol denaturato (opzionale)
• Ammoniaca (opzionale)
• Spazzolino e dentifricio
• Filo interdentale
LINK:
+ Manuali di Primo Soccorso e Soccorso di Emergenza
+ Manuale per gli incaricati di Primo Soccorso - 2010.pdf
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07.05.2011
SOPRAVVIVERE NELLA FREDDA SIBERIA

Politicamente quasi tutta la Siberia appartiene alla Russia, mentre la parte a sud-ovest si trova in territorio kazako.
Il clima siberiano è di tipo continentale (estati brevi e calde e inverni lunghi e rigidi). Le temperature possono arrivare anche al di sotto dei -50 °C.
FLORA:
Tundra: licheni, muschi e bassi arbusti.
Taiga: conifere, betulle, larici, pini e pioppi.
Steppa: querce, betulle, salici, aceri, cereali e il carpino bianco.
FAUNA:
Tundra: orso polare, tricheco, volpe artica, renna, foca, pernice bianca, gufo, strolaga, cigni, anatre e gabbiano.
Taiga: alce, orso bruno, lince, molti uccelli come gufi e usignoli, scoiattoli e topi muschiati.
Steppa: roditori, ungulati, lepri, cinghiali, yak, zibellini, cani, antilope della steppa, puzzola, volpe, uccelli come gheppio, gru e aquila.

Troviamo ancora: cervi, visoni, volpi, lupi, lucertole, serpenti, tartarughe, camosci, cinghiali, leopardi, sciacalli e iene.
SOPRAVVIVERE IN SIBERIA:
La taiga siberiana conosciuta anche come la giungla fredda è un immensa area nella quale ci si può facilmente perdere per la sua incredibile vastità.
IL FREDDO:
Perdersi in Siberia senza il vestiario adatto può significare morire congelati in meno di un'ora e anche se si riesce a sopravvivere, trovare cibo in queste zone è una vera impresa.
I primi sintomi del congelamento sono la perdita di sensibilità delle estremità e il loro arrossamento. Rimanere fermi con queste temperature significa morte certa, bisogna muoversi costantemente per mantenere la circolazione attiva. Se sentite un principio di congelamento alle mani muovetele, agitatele fortemente avanti e indietro all'altezza del petto, urinategli sopra, tenetele vicino al corpo (tra le cosci o l'ascelle) o riscaldatele con il calore emanato da un fuoco (attenzione: non mettetele sopra il fuoco o nell'acqua bollente, il riscaldamento deve avvenire gradualmente).
Con temperature così rigide bisogna fare molta attenzione agli oggetti metallici (es. coltello) che si attaccano velocemente alla pelle. Se vi capita un episodio del genere non provate a tirare l'oggetto poiché vi strappereste la cute provocandovi grossi ferite, in questi casi la soluzione ideale e urinare o versare un liquido caldo sulla zona finchè non si scolla.
In Siberia trovare la transiberiana può essere l'unica speranza di salvezza.
La linea ferroviaria transiberiana ha una lunghezza di 9.288 km e questa fa di essa la ferrovia più lunga al mondo.

La ferrovia è percorsa da numerosi treni merci e incrociarne uno è solo questione di pazienza.

NOTTE E RIPARO:
La notte in Siberia arriva in fretta, essa è molto fredda e lunga.
Bisogna fare un riparo per passare la notte dormire all'aperto vuol dire morire. Grotte e caverne possono andare bene ma bisogna fare attenzione agli orsi in letargo.
Se il terreno è molto innevato potete fare un rifugio sotto la neve.
Ricordate sempre di non dormire a contatto diretto con il terreno ma isolate con teli e frasche.
Potete fare un buon materasso che isoli dal freddo del suolo utilizzando grossi pezzi di muschio e erba secca.

Le pellicce degli animali in queste zone sono molto pesanti e isolano dal freddo, se catturate un animale o trovate una carcassa scuoiatelo per sfruttare la sua pelliccia come indumento o coperta. Per ammorbidire una carcassa congelata è necessario tenerla vicino al calore di un grosso fuoco.
CIBO:
In ambienti molto rigidi il fisico ha bisogno del doppio delle calorie giornaliere, che generalmente assume, per mantenere la temperatura corporea normale.
Sotto la corteccia di un abete morto si possono trovare dei piccoli coleotteri commestibili.
Scoiattoli, topi e altri piccoli animali possono mangiati scuoiandoli e cuocendo la carne a pezzi sul fuoco. Per catturarli si possono sfruttare dalle trappole primitive con lacci o corde.
Se trovate un ruscello o un fiume che scorre potete berne la sua acqua e sicuramente potabile, evitate di dissetarvi in pozzanghere e in pozze di acqua stagnante. L'acqua che troverete in un fiume sarà comunque gelida dovrete bere a piccoli sorsi e tenerla in bocca prima di ingoiarla.
Non mangiate o succhiate neve o ghiaccio, a temperature di -20°C questa azione vi provocherebbe ferite e lacerazioni a labbra e gola. Se volete bere neve o ghiaccio scaldateli prima in un recipiente scuro o con il calore del fuoco o del corpo.

In inverno alcuni grandi laghi si ghiacciano, bisogna fare molta attenzione ad attraversarli poichè in alcune zone lo strato di ghiaccio potrebbe non essere sufficientemente spesso per sorreggere il peso di una persona.
Se trovate un fiume che va verso valle seguitelo.
Se vi si bagnano i vestiti dovete asciugarli immediatamente, se non lo fate il vento gelido li farebbe congelare sul corpo e questo vi causerebbe l'ipotermia.
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22.04.2011
GLI ARTICOLI PIU' VISTI
LA TOP TEN
Gli articoli più letti del blog nell'ultimo mese:
secondo Histats.com
1° TUTTI I METODI PER ACCENDERE UN FUOCO IN QUALSIASI LUOGO O SITUAZIONE
2° KIT DI SOPRAVVIVENZA DI BEAR GRYLLS
4° COME TROVARE L'ACQUA E I METODI PER DEPURARLA
5° LE CENTRALI NUCLEARI NEL MONDO
6° PISTOLA PER LA DIFESA PERSONALE
7° KIT COMPLETO PER LA SOPRAVVIVENZA
8° REGOLE PER DISTINGUERE UNA PIANTA COMMESTIBILE DA UNA NON MANGIABILE
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19.04.2011
COME SOPRAVVIVERE NELLA SAVANA
SOPRAVVIVERE NELLA SAVANA
Il bioma della savana consiste in una vegetazione prevalentemente erbosa; con arbusti e alberi abbastanza distaccati tra loro. Questo tipo di paesaggio si trova nelle zone della Terra tropicali e subtropicali. La savana solitamente si trova in zone di transizione tra la foresta pluviale e il deserto o la steppa.

Le savane sono definite principalmente dalla scarsità delle precipitazioni, solo spostandosi verso l'equatore, dove le piogge si fanno maggiori, si può osservare una vegetazione più ricca.
Possiamo trovare la savana in Africa, nel Centro e Sud america, in India, in Indocina e in Australia.
FAUNA E FLORA:
La fauna è molto abbondante, si trovano: gnu, zebre, leoni, iene, bufali, leopardi, babbuini, rinoceronti, elefanti, giraffe, ippopotami, insetti (zanzare), serpenti (vipera del deserto), struzzi, tartarughe, coccodrilli, molti uccelli (avvoltoi) e altri molti mammiferi.
La flora comprende: baobab, acacie e le euforbie.
IL CLIMA:
Il clima tipico della savana è quello tropicale, caratterizzato da due stagioni: umida (con piogge intense e molti temporali) e secca (piogge assenti e clima simile a quello del deserto), entrambe durano 6 mesi. Le temperature sono molto alte, generalmente superiore ai 20 °C, con forti escursioni termiche.
LA SOPRAVVIVENZA NELLA SAVANA AFRICANA:
Il principale pericolo della savana sono gli animali feroci, queste zone infatti brulicano di predatori e animali selvatici che spesso attaccano l'uomo.
La savana è anche nota per gli incendi stagionali, infatti nei periodi più secchi il manto erboso arido e ininterrotto crea le condizioni ideali per lo sviluppo di grandi incendi, talvolta innescati da fulmini o dall'uomo.
Se mentre fate un safari (un'escursione naturalistica) e il vostro mezzo si guasta non vi conviene proseguire a piedi per non imbattervi nei territori dei grossi predatori. Ad esempio se i leoni vengono sorpresi, spaventati, o sono con i loro cuccioli diventano molto aggressivi.
Gli elefanti solitamente non attaccano l'uomo ma se invadete il loro territorio o vi avvicinate ai piccoli, diventano molto pericolosi. Essere attaccati da un elefante può essere fatale, il loro peso e la loro forza è spaventosa ed è praticamente impossibile difendersi senza una potente arma da fuoco.

Se vi imbattete in un branco di elefanti cambiate strada, aggirateli.
Potete capire se un elefante vi vuole attaccare osservando le sue orecchie che si appiattiscono sul corpo e la sua proboscide che si arrotola su stessa. Gli elefanti sono molto intelligenti ma hanno una vista scarsa quindi è molto facile passare inosservati standogli a debita distanza. Non dimenticando però che il loro olfatto può sentire il vostro odore da lontano.
Se avvistate un leone in lontananza allontanatevi, il leoni possono coprire 20 metri in un secondo circa, hanno una forza impressionante, i loro artigli e i loro denti sono affilatissimi, inoltre il loro morso ha una potenza incredibile. Se un leone vi attacca non scappate e non dategli mai le spalle; l'unico modo che avrete per cavarvela è di bleffare: allargate le gambe, spalancate le braccia e urlate, fategli credere di essere più grossi, pericolosi e forti di lui, sperando che si allontani.

Per orientarvi meglio nella savana cercate di raggiungere un altura per capire la direzione da intraprendere, per avere la panoramica del luogo e cercare dei punti di riferimento o avvistare un fiume.
Se avvistate un corso d'acqua in lontananza raggiungetelo, troverete acqua e probabilmente cibo, inoltre seguendolo potreste trovare un villaggio.
Se si trova un fiume bisogna seguirlo a monte e non a valle, come si farebbe normalmente, questo perchè nella savana spesso i fiumi verso valle scompaiono sotto terra. Seguendo un fiume a monte ci saranno più possibilità di trovare un villaggio.
Se dovete attraversare un fiume non fatelo se ci sono ippopotami nelle vicinanze, questi animali sono pericolosissimi è fanno più vittime umane dei leoni e di altri animali feroci.
Se vi imbattete nell'aloe potete sfruttarne il succo delle foglie esterne per disinfettare una ferita, l'aloe viene usata in tutto il mondo per le sue proprietà lenitive e antisettiche. Potete riconoscerla dai suoi tipici fiori tubolari e dalle sue foglie spesse e carnose con i margini dentellati.

Nella savana le temperature sono molto calde, si suda molto e bisogna bere molta acqua altrimenti ci si disidrata. Nella savana vale la stessa regola del deserto: camminare di notte e riposare all'ombra di giorno per sopravvivere più a lungo. L'unica pecca nella savana è che di notte i predatori sono più attivi.
L'uomo si abitua alla visione notturna dopo circa 45 minuti.
Per orientarvi di notte guardate le stelle o la Luna (come il sole che sorge a est e tramonta a ovest la Luna segue approssimativamente la stessa traiettoria).
ACQUA E CIBO:
In situazioni estreme si può bere il liquido contenuto negli escrementi freschi di un elefante (prendere un pentolino spremere le feci per fare uscire l'acqua, dopodiché bollire per eliminare pericolosi batteri).
Non bevete acqua stagnate di colore verdastro di pozze e pozzanghere.
Se vedete dei mammiferi bere da una fonte sicuramente quell'acqua sarà potabile.
Se trovate un laghetto non vi accovacciate per bere l'acqua senza prima guardarvi intorno, i predatori vedendovi in quella posizione vi potrebbero attaccare alle spalle.
Se trovate una preda morta potete capire se la carne è commestibile se degli avvoltoi se ne stanno cibando o se non trovate larve al suo interno. Se sentite puzza di marcio e trovate larve e molti insetti nel suo interno non mangiatela la carne è avariata.
RIPARO E FUOCO:
Per il riparo scegliete un luogo sopraelevato per stare lontano da predatori e altri animale velenosi. Accendere un fuoco contribuirà a tenere lontani gli animali feroci.
Accendere il fuoco nella savana è molto semplice poichè si trovano rami, legna ed erba secca per l'esca a volontà.
Escrementi di animali essiccati sono ottimi da usare come sterpi. Fare un fuoco molto fumoso terrà lontane le fastidiose zanzare (in Africa una puntura di una zanzara vi può trasmettere la malaria).
Nella savana la temperatura notturna è molto bassa accendere un fuoco per scaldarsi risulta essenziale.
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